Navigando ho trovato questo articolo scritto da Fabio Censi nel suo blog (http://www.trendyweb.net/?p=306) che è molto interessante, come molti altri suoi articoli, si denota una certa competenza in materia.
Ecco il testo del suo articolo:
“Non intendo raccontare storie nel senso di raccontare fandonie, ma proprio narrare una storia, una esperienza, per catturare l’attenzione del tuo pubblico.
Si parla di copywrinting quando si intende scrivere per promuovere qualcosa o anche lo scrivere per vendere.
In realtà nella maggior parte dei casi l’affiliato non ha bisogno di vendere, non ha bisogno in genere di vendere in maniera aggressiva.
L’affiliato parla dei prodotti che ha provato e di cui è rimasto soddisfatto parla dei benefici che ciascuno può trarne, ti fa capire se si tratta del prodotto adatto a te, se risolve i tuoi problemi.
L’affiliato troppo aggressivo non è convincente, l’affiliato ti mette un senso di urgenza, gioca un po’ sul fatto che ti sta mostrando proprio quello che stai cercando, è il suo mestiere.
In definitiva il bravo affiliato deve renderti un servizio, dirti quello di cui hai bisogno, eventualmente regalarti qualche bonus o qualche consiglio spontaneo: un affiliato dovrebbe offrire valore aggiunto all’offerta che sta promuovendo e questo può essere realizzato anche con una descrizione molto chiara del prodotto o del servizio che sta presentando.”
Ecco il punto essenziale per creare una buona base in un progetto di Network Marketing: il saper vendere senza farlo mai intendere ma semplicemente motivando le scelte per cui un utente usufruisce di un certo prodotto o servizio, senza il fine unico di ottenere un guadagno ma raggiungendolo ugualmente.
Mentre un affiliato che cerca a tutti i costi di venderti qualcosa, risulta spesso un perdente.
Io ho capito proprio questo nel lavoro online che sto facendo: agli inizi cercavo a tutti i costi di rivendere il servizio che promuovevo, mi esaltavo per ogni nuovo affiliato proprio perchè avevo solo questo fine.
Ora invece che ho acquisito una maturità ho capito che non serve a nulla la ricerca spasmodica di nuovi affiliati e, paradossalmente, da quando ragiono così ho molto più successo di prima (mi posso anche permettere il lusso di fare delle scelte direzionando l’utente verso altri business più attinenti alle caratteristiche dell’utente stesso: sono io che decido chi può fare al caso mio o meno).
Prima ero sempre io a cercare gli altri, ora è il contrario.
La base di un buon business sta tutta qui…
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